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Il
Castello
Nei
primi anni dell’era cristiana l’impero romano crollò, le orde
barbariche sfruttando le strade romane avanzavano velocemente,
uccidendo e distruggendo tutto quello che si trovava sul loro
camino. La desolazione durò circa fino all’anno mille. Tra queste
rovine si formarono delle comunità, alcune dipendenti da un
Signore, feudatario di qualche sovrano, altre da un autorità
ecclesiastica (Vescovo), altre si governavano per proprio conto più
o meno democraticamente.
Nel
1195 Treviso era un Comune libero, con confini non ben definiti ma
molto più piccolo dell’attuale provincia.
In
quegli anni le guerre tra “province” erano frequenti, battaglie
contro i Bellunesi, invasioni da parte dei Friulani e contro
invasioni nel Friuli da parte dei Trevisani con conseguenti
uccisioni e razzie. Avendo sentore che i Padovani e Vicentini si
fossero messi d’accordo per attaccare arrivando dal Brenta, i
Trevisani decisero di rendere sicure le frontiere dell’ovest.
Decisero di costruire una fortificazione stabile vicino alle rive
del Muson nel luogo dove si intersecavano le vie da Padova per Asolo
e Bassano, e da Vicenza per Treviso. Acquistarono molti terreni
vicino ad un villaggio detto “della Pieve Nuova” che sorgeva
dove oggi c’è il Borgo Pieve. Reclutati oltre mille persone tra
manovali e maestri muratori, li misero agli ordini del conte
Schenella di Collalto, esperto in costruzioni militari.
Il
castello fu costruito in circa dieci anni, sopra gli alti terrapieni
di un’antica fortificazione romana. Perciò ebbe forma quadrata
con due lati paralleli alla via Postumia. Ai quattro angoli furono
erette delle robuste torri e nel punto di mezzo di ogni mura
laterale una torre più piccola. A ciascuna torre piccola
corrispondeva una porta ed un ponte levatoio. La torre sul lato
verso Treviso, oggi modificata da varie aggiunte e restauri è sede
della campana civica e fu detta Torre Principale e quella opposta
che si affaccia verso il fiume Muson detta Torre del Musile. Quella
verso Padova, la cui porta oggi non c’è più, era detta Torre dei
Morti, essa è vicina alla chiesa ed un tempo i morti si
seppellivano nel sagrato. La torre opposta sì chiamò Torre dei
Beghi, oggi la torre non esiste più ma il ponte porta ancora il suo
nome. La Torre dei Morti e quella dei Beghi erano usate solo per il
traffico pedonale.
Il
territorio di Castelfranco comprendeva quattordici castelli e
ventisette villaggi, ed era quindi molto più vasto di quello dell’attuale
Comune. Comprendeva anche paesi distanti fra loro come San Martino,
Trevignano, Pagnano e Torreselle.
La bandiera
di Castelfranco naturalmente era come quella di Treviso, rossa con
una croce bianca.
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